Bonus Irpef anche per (alcuni) pensionati

Da questo mese iniziano ad avere il bonus Irpef da 80 euro netti al mese i pensionati e i titolari di prestazioni di accompagnamento alla pensione aventi diritto alle detrazioni d’imposta per lavoro dipendente. Poi, dal 2015, il bonus da 80 euro al mese sarà erogato, analogamente a quanto fatto per i lavoratori dipendenti, a tutti i pensionati fino a 26 mila euro lordi di assegno previdenziale annuo (ma per coloro che hanno un assegno pensionistico tra 24 mila e 26 mila euro lordi annui l’importo del bonus, come per i lavoratori dipendenti, sarà un po’ più basso) secondo quanto citato dal messaggio Inps N. 5661/2014 dello scorso 27 giugno.

Nell’ambito del Decreto legge n. 66 del 24 aprile 2014, in materia di riduzione del cuneo fiscale per lavoratori dipendenti e assimilati è stato introdotto all’art. 1 il famoso Bonus di 80 euro di Renzi. Il testo normativo ha chiarito che il bonus non spetta sui redditi da pensioni, ma è stato altrettanto precisato che il bonus spetta per tutti i redditi da lavoro dipendente e assimilati. E questo consente l’incasso del bonus ad alcuni percettori di prestazioni previdenziali erogate dall’Inps, mentre ne esclude degli altri. L’Inps fa chiarezza in una circolare, la n. 67 del 29 maggio 2014, anche sui casi in cui il pagamento è diretto.

Il principio generale è che l’Inps deve erogare il bonus a tutti coloro che percepiscono prestazioni previdenziali che fiscalmente, secondo la normativa del TUIR, sono considerate assimilate ai redditi di lavoro dipendente o assimilati, mentre deve escludere tutte quelle prestazioni Inps che sono assimilate ai redditi di lavoro autonomo. Tutto dipende dal trattamento fiscale della prestazione a sostegno del reddito erogata dall’Inps, sia durante il rapporto di lavoro (es. malattia o maternità), sia successivamente (es. indennità di disoccupazione Aspi). Ulteriori casi di esclusione sono legati alla tassazione separata o ai redditi esenti.

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In questa prima fase operativa, al beneficiario sarà data comunicazione tramite SMS, per i numeri di telefonia mobile censiti negli archivi dell’Istituto, del seguente tenore: “è stato disposto un pagamento in suo favore per: Credito ai sensi dell’art.1 D.L. 66/2014”.  L’Inps poi per la gestione di eventuali riaccrediti e la riemissione di pagamenti non andati a buon fine, si fa riserva di dare indicazioni operative con successivo messaggio.

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