Si va verso una sesta salvaguardia degli esodati.

Cesare Damiano, Presidente della Commissione Lavoro della Camera, è intervenuto ancora una volta sul problema degli esodati. E stavolta l’ha fatto con un linguaggio meno politichese: “Serve al più presto un vertice tra i partiti di maggioranza e il governo per individuare immediatamente le soluzioni”.

La materia è delicata e deve essere affrontata in tempi brevi – continua l’ex ministro del Welfare – perché il contesto è ormai esplosivo. Pertanto chiedo al Governo e in particolare al Ministro Poletti, che il governo proponga delle proposte concrete; se la soluzione strutturale non è percorribile perché troppo costosa, rimane la strada della sesta salvaguardia dedicata esclusivamente ai cosiddetti esodati”.

Anche per il ministro del Lavoro, Poletti “gli esodati hanno la precedenza e stiamo cercando una soluzione ma questa deve essere sostenibile sotto il profilo dei conti pubblici”. Sul tema come ricorda il ministro, è in corso anche un’istruttoria per definire il numero di lavoratori interessati da questa vicenda.

Si devono dunque fare i conti con i costi previdenziali da affrontare. Si parla, infatti, di oltre 47 miliardi di euro, secondo quanto stimato dall’Inps e dalla Ragioneria Generale dello Stato. Proprio per questo motivo, tutti gli indizi sembrano portare al varo di una norma tampone (sesta salvaguardia), che sposti fino al gennaio 2016 il termine per il riconoscimento delle tutele già previste per i lavoratori esodati.

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A proposito sperano di rientrarvi i lavoratori che sono in mobilità, gli ex dipendenti statali esonerati dal servizio, i lavori congedati a causa della necessità di assistere parenti in stato di disabilità. E ancora, gli esodati per cui c’è stata la cessazione degli accordi singoli e collettivi, infine la platea di coloro che sono stati licenziati individualmente e i prosecutori volontari. Forse saranno tutelati anche i lavoratori per cui c’è stata la cessazione del loro contratto di lavoro a tempo determinato, ma solo per quelli a cui mancano 4 anni dal raggiungimento dei requisiti necessari per ottenere la pensione, secondo le norme precedenti alla riforma.

Si va verso una sesta salvaguardia degli esodati.
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