Quota 96, così vicini eppure così lontani dalla pensione.

Slitta al 23 giugno, l’esame del testo di legge sugli esodati che potrebbe contenere anche misure per il personale della scuola di quota 96. La domanda è: troverà il Governo la soluzione e i soldi per coprire le pensioni di queste 4000 persone?

Renata Polverini vice Presidente della Commissione Lavoro ha spiegato settimana scorsa che: “La commissione Lavoro ha predisposto un testo che riassume diverse proposte avanzate per tentare di risolvere i danni della Riforma Fornero sui lavoratori esodati e sui cosiddetti ‘Quota 96′. Le parole non bastano più, ma servono azioni efficaci e praticabili. Superare la riforma Fornero non è solo possibile ma assolutamente necessario soprattutto in un momento particolare come quello che stiamo vivendo in cui la disoccupazione ha raggiunto livelli altissimi e in cui arrivano segnali di ripresa molto deboli sia per le famiglie che per le imprese.

A farle ecco, l’onorevole Manuela Ghizzoni che da tempo si batte accanto a questi esodati della scuola: “Il personale della scuola italiana è il più “maturo” d’Europa, con la percentuale più alta di insegnanti ultracinquantenni e quella più bassa di under trenta”. La deputata del PD sottolinea quindi che un avvicendamento nella scuola “è indispensabile e più urgente rispetto a qualsiasi altro settore del pubblico impiego proprio per ridurre la distanza anagrafica e generazionale tra docente e discente”. La Ghizzoni afferma infine che per far andare finalmente in pensione i quota 96 basterebbe un decreto, particolarmente urgente perché “correggere finalmente questo errore e ringiovanire la scuola è – per dirla con le parole di Marianna Madia – una scelta etica”.

A fronte di questo, il premier Renzi rimane in silenzio, ultima sua affermazione relativa al mondo della scuola risale al 13 giugno, quando in un’intervista per Repubblica aveva detto: “Stiamo lavorando a un provvedimento sulla scuola. Non sull’edilizia ma su altri aspetti, come gli insegnanti”.

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Ecco dunque che arriva l’ennesimo appello stavolta sotto forma di lettera aperta firmata da Giuseppe Grasso del Direttivo del Comitato Civico Quota 96: “Caro Renzi, dall’Assemblea Nazionale del suo partito, fa riferimento ai concetti di comunità educante e di patto educativo che richiamano tutti a una responsabilità collettiva affinché il nostro sistema di formazione sia in grado di rispondere alla missione affidatagli dall’art. 3 della Costituzione, noi non possiamo che convenirne. Mandiamo prima in pensione, però, questi 4.000 lavoratori e diamo prova, alla faccia dell’esosità, che l’equità sociale nella nostra repubblica esiste ancora”.

Quota 96, così vicini eppure così lontani dalla pensione.
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