Pensioni: Il 23 giugno la svolta per gli esodati

O almeno si spera; “La proposta di legge sugli esodati, a firma del presidente della Commissione Lavoro Cesare Damiano (Pd), inizierà l’esame in aula alla Camera da lunedì 23 giugno. L’ha deciso la conferenza dei capigruppo della Camera”, con queste parole la pagina personale di Cesare Damiano ha dato comunicazione dell’avvenuta calendarizzazione del dibattito sulla proposta di legge pro esodati, primo ed importante passo in avanti verso una riforma delle pensioni strutturata e ben congegnata.

Per chi non fosse al corrente, Cesare Damiano è da anni promotore della famosa flessibilità in uscita, una sorta di prepensionamento effettivo per quei lavoratori che hanno maturato un’anzianità contributiva di almeno 35 anni e al compimento del requisito minimo di 62 anni di età, fino al requisito massimo di 70 anni di età.

Il tutto basato su una tabella d’incentivi e disincentivi sulla base dell’età del ritiro. A 62 anni la percentuale di riduzione sarà pari all’8%. A 63 del -6%, a 64 anni del -4%, a 65 del 2%. A 66 anni, invece, non ci saranno ne bonus ne malus. Dopodiché scatteranno gli incentivi secondo questo schema: a 67 anni +2%, a 68 anni +4%, a 69 anni +6%, a 70 anni +8%.

Damiano pressava ormai da tempo governo ed istituzioni affinché venisse preso in considerazione in maniera più decisa il dramma degli esodati, e dopo aver esortato il ministro Poletti a riconvocare il tavolo tecnico composto da MEF, INPS e Commissioni Lavoro per discutere la questione ha ottenuto che la propria proposta di legge venga esaminata alla Camera.

Esodati ma anche lavoratori precoci e usuranti potrebbero essere le categorie che beneficeranno maggiormente da una probabile modifica al sistema pensionistico. E qui non dobbiamo scordare che il tutto potrebbe prendere il via addirittura 10 giorni prima, il 13 giugno, quando si discuterà della riforma della pubblica amministrazione e si tornerà a parlare di piano prepensionamenti per dipendenti statali, da allargare poi anche ai privati. I prepensionamenti, se approvati, seguirebbero i primi 20 mila già partiti degli statali in esubero, e secondo quanto spiegato dalla ministra Madia: “Il meccanismo allo studio, se ce ne sarà la necessità, prevede brevi anticipazioni rispetto ai requisiti della legge Fornero, da sei mesi al massimo di un anno”.

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Ancora un po’ di pazienza.

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