Pensioni: In Germania si va a 63 anni e con 45 di contributi.

La notizia non è nuova. In Germania hanno votato una riforma della legge previdenziale che manda i lavoratori in pensione a 63 anni con 45 anni di contributi.

E non si tratta solo di una sorta di uscita anticipata ma questa nuova riforma previdenziale tedesca, oltre ad abbassare l’età pensionabile, prevede anche novità per il trattamento pensionistico per le madri che hanno sospeso l’attività lavorativa per maternità prima del 1992 (27 euro al mese); più soldi per le prestazioni riabilitative e per le pensioni per gli inabili al lavoro. Il ministro del Lavoro, Andrea Nahles, ha parlato di questa nuova riforma con “un segnale della viva solidarietà tra le generazioni, e tra ricchi e poveri”.

Si tratta di un piano di riforma che potrebbe rappresentare una svolta storica e imporsi come modello anche per l’Italia?

Del resto Matteo Renzi l’aveva detto: “Per l’Europa è il momento di cambiare”!

E’ giunto allora il momento di cambiare rotta anche in Italia sulla materia pensionistica? ll prossimo 13 giugno, si potrà capire come realmente il governo abbia intenzione di muoversi con il piano prepensionamenti proposto dalla ministra della Pubblica Amministrazione e Semplificazione, Marianna Madia.

Ovviamente non è oro tutto quello che luccica; poiché il provvedimento tedesco vale solo per quei lavoratori nati nel 1951 o 1952. I nati dal 1953 in poi potranno invece andare in pensione con 63 anni e 2 mesi in più per ogni anno fino alla classe 1964, dopo la quale serviranno 45 anni di contributi e 65 anni d’età.

L’altra problematica riguarda la spesa. La riforma tedesca dovrebbe costare circa 9-11 miliardi di euro all’anno, ben 160 miliardi fino al 2030 e tutto questo sulle spalle delle nuove generazione, un fardello che nel medio termine rischia di diventare insopportabile se non fosse per la rinomata concretezza del bilancio tedesco.

Ecco perché in molti, tra politici economisti e datori di lavoro non guardano di buon occhio il nuovo pacchetto di riforme pensioni tedesco, e temono che possa dare un segnale sbagliato agli altri Paesi europei, permettendo l’abbassamento della soglia dell’età pensionabile.

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Intanto speriamo che arrivino le soluzioni per esodati e quota 96, una volta fatto l’inizio il resto sarà più facile.

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