Pensioni: Si riparla a giugno!

Qualcuno sperava che l’approssimarsi del voto – europeo – avrebbe potuto condurre a qualche novità importante sul fronte del welfare, magari per convincere qualche elettore in più a non disertare le urne. Forti dello sloganNo pensione, no votoin molti hanno cercato di spingere per delle riforme pensionistiche; invece, per esodati, riforma pensioni e Quota 96, in primo luogo, le acque sono rimaste ferme, anzi, sarebbe meglio dire stagnanti.

A oggi sono pochi quelli che possono cantar vittoria, in pratica solo i dipendenti statali in esubero (circa 20 mila) che hanno ricevuto il via libera al prepensionamento grazie ad una circolare diffusa dal ministro Madia. Tutti gli altri sono ancora in attesa, lo sono da tempo e probabilmente aspetteranno ancora, chi dice fino a giugno chi (chiamatelo pessimista o realista) sino al 2015!

I primi a sperare a giugno sono i quota 96. Infatti, la soluzione al loro caso è stata rimandata a dopo le elezioni europee come annunciato dal Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini. Il governo dovrà pronunciarsi, come annunciato, entro il 15 giugno 2014 ma qualcuno teme che il nodo possa non essere sciolto per l’inizio dell’anno scolastico 2014/2015. Nell’attesa è stato presentato anche un ricorso alla Corte di Giustizia Europea.

Poi ci sono gli esodati… che dire a loro? Il ministro Poletti (dopo che il premier Renzi è stato contestato ieri da un gruppo di esodati durante la manifestazione di chiusura della campagna elettorale a Roma) ha annunciato che “gli esodati non sono stati dimenticati ma siamo convinti che serva una risposta strutturale che riguarda tutti gli interessati. Non possiamo più andare avanti, come purtroppo è capitato, con le toppe. Noi abbiamo situazioni, come quella degli Lsu, che vanno avanti da 18 anni. E’ una maniera questa per trattare male la gente che ogni sei mesi si chiede cosa sarà del suo futuro”.

Cesare Damiano invece ha parlato ancora una volta del provvedimento dei prepensionamenti che devono essere estesi nel privato, indovinando forse l’unica manovra capace di risolvere la questione precoci e usuranti: “I prepensionamenti nel settore pubblico con le regole ante-Fornero per i lavoratori in esubero […] devono far riflettere il Governo circa la necessità di adottare tempestivamente analoghe misure anche per il settore privato. Non sarebbe sopportabile avere una diversità di trattamento, considerato l’alto numero di “esodati” non salvaguardati ancora esistenti […] le soluzioni più efficaci sono due: il ritorno alle quote del 2007, rivisitate all’alto; un criterio di flessibilità compreso tra i 62 ed i 70 anni, accompagnato da una penalizzazione massima dell’8%”.

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Molte le questioni, dunque, che rimangono irrisolte e questi continui rinvii potrebbero essere uno dei maggiori fattori scatenanti l’astensione record che molti osservatori si attendono per le elezioni di domenica. Il nostro consiglio è di andare a votare, chi, lo sapete solo voi.

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