Pensioni: Uscita anticipata, sì, ma per pochi eletti!

C’è un bisogno di rinnovamento in assoluto nel mondo del lavoro. Due anni fa è stata fatta una riforma pensioni che in realtà ha immobilizzato il mercato del lavoro. Non è un caso, se guardiamo ai numeri, che la quota prevalente dell’aumento di disoccupazione è riferita ai giovani. Speriamo che il governo Renzi con questa riforma del sistema pensionistico non costruisca una nuova divisione tra lavoratori pubblici e privati”, queste le parole della leader della Cgil, Susanna Camusso, a margine delle Giornate del lavoro promosse a Rimini dal sindacato.

E la Camusso ha azzeccato in pieno poiché pare che l’esecutivo Renzi, vista la perenne assenza di coperture finanziarie e l’avvicinarsi delle elezioni europee, sta pensando di fare proprio quello che tutti temevano: Optare per la soluzione facile di provvedimenti e regole ad hoc per mandare in pensioni pochi eletti e lavarsi le mani per tutti gli altri…

Lavoratori Pubblici – Prepensionamenti in Deroga

La ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, ha fatto cenno, durante la discussione in camera della riforma della PA, alla possibilità di concedere prepensionamenti in deroga alla legge Fornero, ma solo in determinati casi e con paletti molto stringenti.

“L’abrogazione di trattenuta in servizio libererà fino a 15.000 posti in più. Poi ci sarà l’esonero, la possibilità di andarsene prima: ma sia chiaro non stiamo parlando di scivoli o baby pensionati, si tratterà di anticipi di sei mesi al massimo. Se serviranno ci saranno prepensionamenti in deroga alla riforma pensioni Fornero”, le parole della ministra. L’ipotesi di ricorso al prepensionamento per certe tipologie di lavoratori, dunque, esiste ed è allo studio da parte dell’esecutivo Renzi!

Lavoratori Privati – Uscita Anticipata di un Anno

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Dopo aver proposto il famoso Assegno di Pensione Anticipata (APA), il ministro del Lavoro, Giuliano Poletti, continua a sostenere la soluzione a costo zero per lo Stato del prestito pensionistico: “Va in pensione dopo l’ok dell’azienda, il lavoratore a cui manca un solo anno dal raggiungimento dei requisiti; l’azienda paga al dipendente i 12 mesi di contribuzione restanti mentre il neo pensionato restituisce quell’anticipo negli anni successivi (senza interessi) percependo qualche decina di euro in meno finché non ripaga il prestito”. Ovviamente anche qui i beneficiari saranno veramente pochi mentre tale provvedimento non risolve di certo il problema di esodati e lavoratori precoci, usuranti e donne!

Pensioni: Uscita anticipata, sì, ma per pochi eletti!
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