Pensioni: Cgil e Cisl attaccano il governo!

In occasione del primo maggio gli esponenti di spicco di questi due sindacati non potevano che attaccare, per l’ennesima volta, l’amministrazione Renzi riguardo ai temi caldi della questione “riforma pensioni!

La leader della Cgil, Susanna Camusso, parlando in occasione della festa dei lavoratori, ha detto: “Questo Primo maggio è la festa della disoccupazione più che del lavoro, un appuntamento caratterizzato dal lavoro che non c’è soprattutto per i giovani”, apre l’attacco la Camusso e affonda parlando dell’Assegno di Pensione Anticipata (APA) del ministro Poletti, “bisogna smetterla di annunciare e improvvisare, sulla previdenza non si può procedere per pezzi e pezzettini: serve una discussione sul sistema, bisogna mettere riparo alle tante ingiustizie che si sono create”.

Invece Maurizio Petriccioli, il segretario confederale della Cisl, punta il dito contro la soppressione della Covip: “E’ una decisione sbagliata e pericolosa, da parte del Governo Renzi la previsione di sopprimere la Commissione di Vigilanza sui Fondi Pensione trasferendone le relative funzioni alla Banca d’Italia”.

Ricordiamo che la Covip è l’autorità amministrativa indipendente che ha il compito di vigilare sul buon funzionamento del sistema dei fondi pensione, a tutela degli aderenti e dei loro risparmi destinati a previdenza complementare; Istituita nel 1993 con decreto legislativo n. 124 del 21 aprile 1993, la Covip ha iniziato a operare nella sua attuale configurazione – con personalità giuridica di diritto pubblico – dal 1996 e di recente le sono stati attribuiti anche compiti di controllo sugli investimenti finanziari e sul patrimonio delle Casse professionali private e privatizzate.

“Si tratta di una decisione sbagliata – ha proseguito Petriccioli – perché i costi della Covip non incidono sul bilancio dello Stato, ma il suo finanziamento viene assicurato direttamente dai fondi pensione, in linea con quanto avviene nel resto d’Europa e secondo il modello delle autorità indipendenti. Pericolosa perché siamo di fronte all’ennesimo tentativo di confondere il risparmio previdenziale con quello finanziario e bancario”.

E conclude: “Non si tratta di difendere soltanto l’autonomia di un ente che comunque ha contribuito in questi anni a garantire la solidità del sistema e dei fondi pensione ma di contrastare un’impostazione che tende a dimenticare la previdenza complementare, trascurandone ruolo e finalità sociale, ignorando che il suo consolidamento resta essenziale per preservare l’equità e la sostenibilità del sistema previdenziale e garantire l’adeguatezza delle prestazioni pensionistiche nell’età anziana”.

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L’esecutivo Renzi continua per la propria strada ma le elezioni europee sono dietro l’angolo e se ci sarà, un cambio di rotta, potrà innescarsi solo dopo il voto degli italiani.

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