Pensioni: Confusione tra Renzi e Padoan!

Matteo Renzi continua ad atteggiarsi come se tutto andasse bene. Durante una recente intervista a cui gli è stato chiesto di rispondere riguardo ai piani del suo esecutivo per eventuali modifiche su tasse, lavoro e ovviamente pensioni, il premier ha dichiarato: “La rivoluzione è appena iniziata, gli 80 euro e l’Irap, per cui non ci sono problemi di coperture, sono l’antipasto. Adesso serve mantenere credibilità sui mercati. Sarà possibile se resta alta l’attenzione su tutte le riforme. Se ci riusciamo, allora presto potremo allargare il taglio delle tasse agli incapienti, alle partita Iva e ai pensionati”.

Ma sembra che il presidente del consiglio ha fatto i conti senza il suo ministro dell’economia, se no, non si spiegano queste continue dichiarazioni contrastanti tra i due.

Infatti, Pier Carlo Padoan in un primo momento aveva detto: “Gli 80 euro al mese del bonus Irpef del Governo Renzi non sono andati anche ai pensionati perché sarebbe costato troppo e non sarebbe stato credibile. Il bonus Irpef 2014 è stato dato alle famiglie che sono disponibili a spenderlo”!

Ma a seguito delle parole del premier ha cambiato rotta: “Cercheremo di allargare il più possibile la platea – sostiene ora il ministro dell’Economia – compatibilmente con le risorse e quindi guarderemo anche ai pensionati a basso reddito. I capitoli sono tanti e troveremo le soluzioni per reperire le risorse necessarie. Se mi chiede se sono preoccupato, le dico che ci sono preoccupazioni tutti i giorni ma in questo momento escludo una manovra correttiva”.

E arriva prontamente la risposta di Forza Italia e dei sindacati che attaccano il governo.

Forza Italia per bocca dell’onorevole Renato Brunetta sostiene: “I critici della manovra governativa erano stati considerati ‘gufi’ che puntavano al tanto peggio, tanto meglio. Ora è il ministro dell’Economia a dire ‘in questo momento escludo una manovra correttiva’. In questo momento, ma domani sarà un altro giorno. Pier Carlo Padoan ha dovuto prendere la briga di smentire il suo presidente del Consiglio ed il sottosegretario alla presidenza del Consiglio. E domani bisognerà trovare le risorse che mancano: 1 miliardo per la cassa integrazione guadagni ed i soldi per ‘le spese indifferibili, come le missioni internazionali’. Pronta anche la provocazione su dove incidere, a partire dalle pensioni: il cui capitolo è ‘rimasto fuori’. E’ la grande confusione che regna all’interno di un governo – termina Brunetta – che per ottenere un beneficio elettorale, grazie al bonus a favore dei redditi degli amici, ha venduto l’anima al diavolo. E fin da ora non sa come uscirne, generando paura ed incertezza. Proprio ciò di cui l’Italia non ha bisogno”.

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Anche la segretaria generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone, la pensa allo stesso modo: “Il governo sarebbe stato molto più credibile se avesse esteso da subito il bonus fiscale anche ai pensionati. Anche loro consumano e anche a loro avrebbero fatto comodo 80 euro in più al mese. Il governo ci deve ancora spiegare che differenza c’è tra un carrello della spesa di un lavoratore e quello di un pensionato. Siccome non c’è proprio alcuna differenza mi domando perché chi è in pensione debba aspettare la legge di stabilità per ricevere anche solo un piccolo sostegno. Certo, meglio di niente ma avremmo preferito qualcosa da subito”.

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