Pensioni: I soldi ci sono ma non ve li diamo!

La frase qui sopra potrebbe racchiudere il vero significato di tutto quello che è avvenuto ieri in parlamento con la presentazione del Def.

Vi abbiamo raccontato queste ultime settimane tutto quello che è accaduto prima del Def e oggi vogliamo provare a indovinare tutto quello che succederà fino alle elezioni europee.

Le promesse del governo, specie dopo la proposta della ministra della Pubblica Amministrazione, Marianna Madia, sono state tante:

  • Prepensionamento – l’iniziale proposta di Marianna Madia;
  • Staffetta Generazionale – l’evoluzione del prepensionamento;
  • Uscita Anticipata – si parla ormai dal 2011;
  • Prestito Pensionistico – la proposta di Enrico Giovannini ripescata da Poletti;
  • Mutuo Pensionistico – l’evoluzione del prestito pensionistico;
  • Esodati – attendono ancora una risoluzione definitiva;
  • Quota 96 comparto scolastico – attendono ancora la rettifica della legge Fornero.

Abbiamo scelto di esaminare in dettaglio il caso dei quota 96 della scuola proprio per farvi capire come funziona l’esecutivo Renzi.

In sintesi (per quanto possibile) ci sono 4 mila persone che sono bloccate sul posto di lavoro per un palese errore della legge Fornero. Tutti i parlamentari sono d’accordo che si tratta di un’ingiustizia e chiedono il loro pensionamento. La ragioneria dello stato risponde che i fondi non ci sono. Manuela Ghizzoni e il Miur provvedono alla conta di questi soggetti e dopo al calcolo delle risorse necessarie per mandarli in pensione. 500 milioni, non sono spiccioli ma nemmeno un numero che fa paura. La risoluzione politica tarda, i quota 96 provano la via della giustizia, ma la consulta risponde no! Ghizzoni e Marzana ritornano con un testo di legge unificato e forti delle parole del neo premier Renzi: “Dobbiamo rispettare gli insegnanti” e del’appoggio di Francesco Boccia, presidente della Commissione Bilancio, rilanciano la proposta di legge. Il governo fischia indifferente ma dopo la votazione della risoluzione targata Barbara Saltamartini l’amministrazione Renzi è obbligata a riferire sulle risorse economiche necessarie entro il Def. Giovanni Leghini, sottosegretario all’economia, afferma che il tempo per trovare le coperture non è abbastanza alche Boccia e Saltamartini promettono di non votare il Def se in esso non verrà inclusa la soluzione per i quota 96. Il Def arriva in parlamento e guardate cosa succede:

“Il testo della risoluzione, votato col Def – si legge sul sito della Camera – impegna a modificare la controriforma delle pensioni Fornero e risolvere il problema per tutti i cosiddetti esodati, ad iniziare dai 4000 dipendenti scolastici (quota 96) che da oltre due anni chiedono di poter accedere al trattamento pensionistico sia di vecchiaia che di anzianità, in merito ai quali la Risoluzione 8-00042 approvata dalle Commissioni V e XI della Camera impegnava il Governo a reperire, nell’ambito del Def 2014, le risorse necessarie”.

Non è proprio chiarissimo vero? Non si doveva annunciare da dove arriveranno i soldi per mandare queste persone in pensione? Manuela Ghizzoni chiarisce la cosa per noi: “L’approvazione di questo impegno significa che la pdl 249 sarà approvata subito? No. Significa che alla Commissione Bilancio che ancora deve esprimere il parere sulla nostra proposta di legge il governo non potrà più presentarsi affermando di non aver trovato adeguata copertura. Comunicherò aggiornamenti appena possibile, dopo un confronto con il presidente Boccia, sulla prosecuzione dell’iter”.

Intanto Francesco Boccia su Twitter ‘festeggia’: “In risoluzione Def votata a #opencamera ok #quota96scuola. Ora via libera a pdl @ManuGhizzoni: pensione 4000 insegnanti, ingresso 4000 giovani”.

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Dunque, la nostra scommessa è che fino alle europee non succederà niente, non solo per i quota 96 ma anche per situazioni molto più drammatiche come quella degli esodati; i soldi da qualche parte ci sono – evidentemente – solo che il governo non li vuole usare e prende tempo. Per cosa? Lo sapremo presto.

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