Pensioni: Poletti parla di flessibilità in uscita e “denuncia” la Fornero!

Giuliano Poletti, il ministro del Welfare, in un’intervista a Repubblica. tv ha annunciato che “il Governo sta studiando la possibilità di un’uscita dal lavoro più flessibile per favorire l’inserimento dei giovani”.

Legge Fornero

“Quando è stata approvata l’Italia rischiava la bancarotta, ma la riforma Fornero ha prodotto delle ingiustizie gravi […] Non possiamo tornare al prima della riforma Fornero perché riprodurremo problemi di bilancio dei conti pubblici, dell’Inps e delle future pensioni – ha spiegato in dettaglio il ministro – ma è necessario costruire quel ponte e aprire quel punto di flessibilità. E’ un tema che stiamo esaminando”.

Jobs Act

Ma Poletti non si è fermato qui e ha proseguito dicendo a proposito del famoso Jobs Act, il cavallo di battaglia del premier Matteo Renzi: “i contratti a termine stanno nella legge delega perché abbiamo un’idea di riforma radicale che riguarda gli ammortizzatori sociali e i servizi per l’impiego – ha precisato il ministro – se il Parlamento lavora, noi chiudiamo la partita in sei mesi. Il parlamento può chiudere entro fine anno la parte che gli compete, e noi entro i primi mesi del 2015 faremo la nostra parte”.

Flessibilità in Uscita

Forse è meglio chiamarlo prestito pensionistico: “Ci sono tante imprese che sarebbero disponibili ad anticipare una buonuscita perché hanno bisogno di ricambio – ha osservato Poletti – sto lavorando a un’idea molto semplice, ti manca un anno al pensionamento? Ti dò un assegno che non è la pensione fino a quando raggiungi i termini. Per questo anno la tua impresa continua a pagare i contributi previdenziali come tu fossi tornato a lavorare e l’assegno che ti ho dato un po’ me lo restituisci nei tuoi 30 anni di pensione e un po’ te lo paga lo Stato”.

Esodati

A partire da un lavoro avviato dal ministro Giovannini stiamo tentando di costruire una soluzione che riguardi tutti gli esodati, perché continuare come negli ultimi anni con interventi di salvaguardia solo di gruppi di persone produce un effetto collaterale drammatico perché gli altri si sentono ingiustamente esclusi”.

Coperture Economiche

“Per realizzare uno scivolo verso la pensione le risorse necessarie sono tante e dobbiamo decidere dove metterle. Credo che abbiamo il dovere di postarle innanzitutto nei confronti di quelle persone che non hanno reddito, che hanno perso il lavoro e non sono arrivate alla pensione” ha concluso il suo intervento Poletti.

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Che cosa possiamo dire? Le idee ci sono tutte e sono giuste, purtroppo c’è sempre lo scoglio delle risorse economiche per non parlare poi del timore della gente che tutto questo sia solo “parlantina” preelettorale. Se riuscisse a implementare anche solo la metà di quanto promesso, Poletti passerebbe alla storia come il miglior ministro del Lavoro degli ultimi 30 anni!

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