Pensioni: Dopo i quota 96 anche gli esodati si rivolgono all’UE!

I quota 96 del reparto scolastico ne hanno avuto abbastanza. In attesa di novità dal governo Renzi hanno deciso di prendere in mano la situazione e portare il proprio problema davanti alla Corte Europea.

I continui rinvii riguardo a una possibile risoluzione politica hanno fatto esaurire la pazienza di questi 4 mila esodati della scuola che esasperati hanno deciso di rivolgersi alla giustizia europea.

Ricordiamo che l’ultima volta che queste persone hanno tentato la via giuridica era il 20 dicembre scorso ma l’allora sentenza della Corte Costituzionale è stata un sonoro no: “La Consulta dichiara la manifesta inammissibilità della questione di legittimità costituzionale dell’art. 24, comma 3, del decreto-legge 6 dicembre 2011, n. 201 Disposizioni urgenti per la crescita, l’equità e il consolidamento dei conti pubblici”!

Dopo quella batosta l’unica strada non intentata era di presentare un appello alla Corte Europea di Strasburgo per i diritti dei lavoratori, che però ha tempi molto lunghi. Per tanto e visto il cambiamento dell’esecutivo, i quota 96 comparto scuola hanno preferito aspettare e sperare in una soluzione politica. Ora che le speranze sembrano svanire sono disposti a tentare l’impossibile; Magari sarà solo una vittoria etica… magari servirà come “precedente” per la prossima ingiustizia di una riforma scritta in fretta e furia.

E visti questi sviluppi forse la stessa strada dovrebbero percorrere anche gli esodati, vero allarme sociale e una situazione al limite. Nonostante le rassicurazioni di Cesare Damiano che “stavolta ci siamo” e che “il governo appare orientato a trovare soluzioni strutturali piuttosto che rincorrere soluzioni parziali”, l’eurodeputato del movimento “Io Cambio”, Claudio Morganti sostiene che: “In Italia ci si è dimenticati degli esodati. Come ogni problema vero che si rispetti nel nostro Paese, anche questo ha fatto tendenza per un po’ sui media, dopodiché nessuno ne ha più parlato, incluso il governo Renzi che ha altro a cui pensare. Per questo ho voluto interrogare la Commissione europea e portare alcuni esodati, provenienti da varie Regioni del Nord e del Centro Italia, a Bruxelles”.

Dalla Commissione europea – spiega Morganti – vorrei sapere quante persone si trovano in queste condizioni, oggi, in Italia, e quali misure l’Europa intende intraprendere per tutelare la dignità di questi lavoratori, sancita anche dalla Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione e dal TFUE”!

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Forse coinvolgere l’Europa non è proprio una cattiva idea, ma difficilmente arriverà qualcosa diverso da una sanzione…

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