Pensioni: Il DEF non porterà niente!

Il governo Renzi sta facendo una grande confusione, speriamo che dopo il DEF di oggi, il premier Renzi si decida di chiarire un po’ la situazione.

Purtroppo dobbiamo essere realisti e non sperare a cambiamenti, almeno per quanto ci riguarda. E’ evidente che il capitolo pensioni non sia una priorità per questo governo e di certo non lo è per Renzi. Molto probabilmente arriveranno quei famosi 80 euro al mese in busta paga per i lavoratori ma nient’altro.

I quota 96 della scuola forse sono gli unici che possono aggrapparsi ancora alla speranza di sentire che il governo ha trovato finalmente i fondi per mandargli in pensione, ma io non ci spererei. Specie dal momento che tali soldi non possono provenire dal fondo esodati.

Parlando di esodati, lì sì che il governo sta combinando un pasticcio enorme. Tutti sappiamo chi sono gli esodati, tutti si rendono conto della tragedia che vivono, tutti non fanno altro che puntualizzare quanto sia di vitale importanza partire – per andare a riformare l’intero sistema pensionistico – dalla soluzione per gli esodati; e nessuno fa niente di concreto.

La cosa particolarmente irritante e che per gli esodati i fondi ci sono. Il sopracitato fondo esodati è “strapieno” ma il governo, il “governo dell’accelerazione” e da tempo fermo. Non solo non si annunciano le prossime salvaguardie, ma secondo i dati Inps molte delle persone salvaguardate devono ancora ricevere il tanto agognato assegno pensionistico.

L’ultimo stop, in ordine cronologico arriva da Mauro Nori, come ci denuncia Renata Polverini, vicepresidente della Commissione Lavoro: “Il dramma in cui vivono i cosiddetti esodati, persone private contemporaneamente del lavoro e della pensione, deve trovare al più presto una risposta adeguata. Anche per tale motivo, ho ritenuto necessario inviare una lettera al Presidente del Consiglio Matteo Renzi affinché si attivi per richiedere all’INPS il numero esatto dei lavoratori da salvaguardare considerato il rifiuto del direttore generale dell’Istituto Nori di fornire tali dati alla Commissione Lavoro di cui sono Vicepresidente. Dopo un anno dal suo insediamento, la Commissione Lavoro non è stata ancora messa nelle condizioni di poter legiferare per fornire una soluzione definitiva al problema degli esodati perché chi dovrebbe prevedere una stima più vicina alla realtà, ovvero l’INPS, si rifiuta di fornire tali dati nonostante le numerose richieste avanzate dalla Commissione Lavoro della Camera dei Deputati e dalla sottoscritta”.

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Cesare Damiano ha da tempo esortato i ministri del governo Renzi, e soprattutto Poletti, Madia e Giannini, di parlarsi, confrontarsi e giungere a delle risposte. La Madia annuncia provvedimenti per i soli statali, Giannini polemizza e Poletti… Poletti prende tempo… non sappiamo se lo fa perché vuole finalmente proporre qualcosa di concreto senza incappare negli errori del passato oppure perché ha le mani legate.

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