Pensioni: Damiano attacca il governo su piu fronti!

Se c’è un solo politico di qui lavoratori e pensionati non possono fare a meno quello è Cesare Damiano. Il presidente della Commissione Lavoro si sta da tempo battendo per i diritti di pensionati e futuri tali e non si nasconde quando le cose vanno dette.

Giorni fa vi abbiamo parlato della calendarizzazione – finalmente – della discussione sulla proposta di legge, varata dalla Commissione Lavoro, con il testo che giungerà alla Camera il 14 aprile 2014.

Oggi veniamo a sapere che dal testo manca la presentazione della necessaria relazione tecnica sulle coperture finanziarie in merito(!) che costituisce il fondamento della stessa proposta di legge allestita per la categoria dei lavoratori esodati, e considerata l’imminenza della data di discussione alla Camera, la Commissione Lavoro dovrà valutare se esista la possibilità di acquisire il documento entro la prossima settimana.

Se la cosa non dovesse avvenire per tempo il rischio sarebbe il mancato approdo alla Camera della stessa proposta di legge.

Siamo sicuri che il presidente della Commissione Lavoro farà di tutto per riuscirci. Nel frattempo sappiamo che Damiano ha incontrato una delegazione dei cosiddetti esodati, appurando come la categoria sia “sfiancata e prostrata e drammaticamente a disagio per via della reiterata mancanza di reddito”. Damiano ha poi sottolineato che un intervento sarebbe doveroso per evitare un ulteriore acuirsi delle tensioni sociali, ormai alle stelle, e non solo con riferimento al caso esodati ma anche per quel che concerne tutte le vertenze sociali che caratterizzano il capitolo previdenziale.

A proposito e grazie all’assist ricevuto dalla ministra della Pubblica Amministrazione Marianna Madia, e il suo piano di prepensionamento, Damiano ha ribadito come l’ipotesi vada necessariamente estesa a tutte le categorie lavorative, comparti per molti dei quali (lavoratori precoci e usuranti) la pensione anticipata è l’unica chance.

Ricordiamo appunto che l’innalzamento dell’età pensionabile introdotto dalla riforma Fornero ha duramente colpito – oltre la tragedia degli esodati – i lavoratori precoci e usuranti, gente che ha iniziato il percorso lavorativo molto presto e/o che fa un lavoro “tassante” a livello fisico e mentale e che per tanto rischia di non arrivare alla tanto agognata pensione. La pensione anticipata sarebbe dunque l’unica via, ma l’attuale legge previdenziale prevede penalizzazioni pecuniarie elevatissime per chi vi accede prima dei 60 o dei 62 anni.

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E prima di chiudere vi lasciamo con le parole dello stesso Damiano che racconta cosa è successo in Germania: “Buone notizie dalla Germania dove il governo sta rivedendo il sistema pensionistico consentendo ai lavoratori di lunga data di andare in pensione all’età di 63 anni senza penalizzazioni. Altri miglioramenti sono previsti per chi è ammalato e per le madri. Si prevede una spesa aggiuntiva di circa 200 miliardi nei prossimi 15 anni. Un cambio di rotta interessante che ci auguriamo ispiri anche il nostro presidente del Consiglio dei Ministri Matteo Renzi”!

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