Pensioni: Un sistema migliore!

Qual è il miglior sistema previdenziale al mondo e quali sono i segreti per avere un sistema affidabile ed efficiente?

Questa e la domanda a cui cercheremo di rispondere oggi mettendo sotto esame i sistemi previdenziali dei Paesi del Nord Europa, famosi per essere i migliori al mondo, ma perché?

Adeguatezza e sostenibilità

Queste due parole coniugate assieme sono il segreto dietro il successo di questi sistemi previdenziali volti a garantire agli anziani delle rendite abbastanza cospicue o più che dignitose, senza però gravare in maniera esagerata sui conti pubblici, anche in una prospettiva di medio e lungo termine.

Il sistema nazionale che ci riesce meglio di tutti? Indiscutibilmente quello della Danimarca, mentre seguono nella classifica dei “paesi per vecchi” altre nazioni del Nord Europa come l’Olanda e la Svezia, affiancate da Svizzera, Cile, Regno Unito, Australia, Canada e Singapore.

Il modello danese

Ma quali sono i pregi del modello danese, tali da renderlo migliore di tutti gli altri? Come ci spiega nel dettaglio l’ambasciata italiana di Copenaghen, il sistema previdenziale adottato dalla Danimarca si basa su quattro pilastri che hanno sostanzialmente lo scopo di conciliare meriti e bisogni, cioè di assicurare a tutti una vecchiaia dignitosa ma anche di premiare chi ha lavorato di più e ha versato maggiori contributi.

Folkepension

La pensione di base in Danimarca è finanziata dalle tasse e viene corrisposta a tutti i contribuenti in proporzione agli anni trascorsi nel paese come residente (con un minimo di 3 anni per danesi e di 10 anni per i non danesi). Per riuscire ad avere l’assegno pieno, bisogna aver accumulato almeno quarant’anni di residenza entro i confini nazionali, nella fascia di età compresa tra i 15 e i 65 anni. Chi ha trascorso in Danimarca un periodo di tempo inferiore, riceverà invece un assegno più basso. L’ammontare massimo dell’assegno di base è di circa 16.500 euro lordi annui per persona, che scende a poco più di 12 mila euro per chi è sposato e vive con un coniuge.

Special Pension

Oltre al trattamento di base, esiste uno complementare che deriva da un contributo obbligatorio riservato a chi lavora più di 9 ore a settimana e che si divide in due parti:

  • La prima voce si chiama Atp e impone a tutti di destinare alla pensione circa l’1% del salario, pagato per due terzi dal datore di lavoro e per un terzo dal dipendente;
  • A questa, si aggiunge la Special Pension (Sp), che prevede il versamento di un ulteriore contributo pari all’1% dello stipendio, tutto a carico del lavoratore.

Collettività

Il sistema pensionistico danese si può descrivere come collettivo poiché dipende dal settore in cui è impiegato il lavoratore e perché funziona secondo dei meccanismi negoziati dalle aziende e dai sindacati. Nelle imprese private, per esempio, gli operai versano un contributo pari al 9% della retribuzione, che sale al 15% per gli impiegati. I dipendenti pubblici, invece, sono soggetti a una contribuzione del 12% sul salario. Tutti i versamenti sono per un terzo a carico del lavoratore e per due terzi a carico dell’impresa.

Integrazione

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Infine, non va dimenticato che in Danimarca sono molto sviluppati i fondi pensione privati, con cui è possibile costruirsi una rendita integrativa, in vista della terza età. In totale, il patrimonio gestito oggi dai fondi della previdenza complementare danesi si aggira attorno al 50% del PIL contro il solo 7% circa dell’Italia.

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