Pensioni: Il flop del Renzi Day!

Nel giorno di Renzi e del suo famoso Jobs act le novità sulle pensioni sono semplicemente assenti!

Il premier Renzi che predica l’accelerazione del governo per risolvere i temi caldi che “strozzano” un intero paese evidentemente non ha fretta per esodati, quota 96, lavoratori precoci e usuranti; Tutti loro possono aspettare!

Nel Jobs act, che dovrebbe essere il piano “svolta” per un’inversione di marcia dell’Italia, non era previsto alcun aumento nell’assegno pensionistico, il taglio del cuneo fiscale non vale per i pensionati – almeno per il momento – mentre l’uscita anticipata e flessibile non arriva.

Tutte le speranze si basano ancora una volta su possibili emendamenti di Cesare Damiano e di altri esponenti del Pd durante la discussione del disegno di legge.

E poiché siamo in Italia e anche questo governo considera i pensionati come bancomat personale ecco non una ma due nuove idee per toccare ancora una volta le pensioni:

  1. La prima ve l’abbiamo anticipata ieri e riguarda un taglio delle pensioni di reversibilità e/o le indennità di accompagnamento.
  2. La seconda invece riguarda l’ennesimo “contributo temporaneo” sulle pensioni d’oro e si tratta di una delle proposte incluse nella ormai famosa spending review di Carlo Cottarelli.

Il piano del commissario straordinario era già pronto giorni fa, ma il cambio della guardia a Palazzo Chigi ha rallentato il suo lavoro. Cottarelli ha avuto a che fare con 25 diversi tavoli di analisi che hanno scandagliato l’intera spesa pubblica a caccia di sprechi e spese improduttive. Sugli interventi concreti il commissario fino a ieri era rimasto decisamente abbottonato. Ieri invece ha spiegato che le proposte “preservano le fasce di reddito più deboli”, garantiscono “un’attenzione negli aspetti redistributivi”.

Ho proposto – dice Cottarelli – un contributo temporaneo sulle pensioni oltre una certa soglia per fiscalizzare gli oneri a carico dei nuovi assunti, i pensionati esentati dal contributo saranno l’85%“. La soglia a rischio, dunque, è tra 1.500 e 2.500 euro: dai dati Inps se si guarda ai singoli trattamenti l’82,7% è inferiore ai 1.500 euro e il 95,3% sotto i 2.500, mentre se si guarda ai pensionati il 91,3% prende meno di 2.500 euro al mese.

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Immediata la reazione dei sindacati: “Voglio vedere che cosa intende Cottarelli per pensioni alte e voglio capire se ancora una volta si chiederanno sacrifici ai pensionati. C’è bisogno di scelte coraggiose, colpendo le grandi rendite e non utilizzando chi è in pensione come un bancomat” ha detto la segretaria generale dello Spi-Cgil, Carla Cantone.

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