Pensioni: Giorgia Meloni e la sua proposta di revoca delle pensioni d’oro!

“Revoca” delle pensioni d’oro; fattibile o no? E risolverà i temi caldi del sistema pensionistico italiano offrendo i fondi per portare riforme al sistema?

Franco Abruzzo presidente della Unpit (Unione nazionale pensionati per l’Italia) intervistato da Il Giornale aveva detto a riguardo:

Quella delle pensioni d’oro e dei pensionati d’oro – afferma Franco Abruzzo – è un’impostura semantica odiosa inventata dai mass media, cioè dalla nostra stessa categoria, perché tenta di far passare per ladri e affamatori del popolo uno sparuto gruppetto di onesti cittadini che si limitano a riscuotere ogni mese i frutti dei loro sudatissimi contributi, versati per anni e anni ai rispettivi istituti di previdenza”.

I pensionati – spiega Abruzzo – sono diventati il Bancomat del governo. A partire dal 2008, i politici hanno applicato la battuta di Ettore Petrolini: “A chi le tasse? Ai poveri, che sono tanti”. A chi succhiare quattrini per ripianare il deficit statale? Ai pensionati, che sono tanti: 16,8 milioni. Con l’aggravante che vivono per conto loro, isolati. Non esiste la fabbrica dei pensionati. Non hanno rappresentanza. Puoi rapinarli: tanto, sono disarmati”.

Ho versato per 40 anni contributi che ammontavano al 30-33% dello stipendio lordo. In busta paga negli ultimi tempi ricevevo 9,7 milioni di lire netti per 13,5 mensilità, perciò il mio stipendio lordo era di 230 milioni di lire l’anno, senza contare gli oneri aziendali. Ogni anno lasciavo nelle casse dell’Inpgi, l’Istituto nazionale previdenza giornalisti italiani che oggi mi eroga la pensione, oltre 5 milioni di lire al mese. Non bastano? – si chiede Abruzzo per rispondere da solo – Giorgia Meloni, leader di Fratelli d’Italia, pensa di no ma grazie alla nostra rivolta, la Meloni ha perso. Voleva abolire i trattamenti superiori di 10 volte al minimo dell’Inps, quindi 5.000 euro lordi, cioè 3.200 netti al mese. Un disegno di legge demenziale e demagogico che è stato bocciato perfino dalla sinistra. Ma dove ha studiato?”

La risposta della Meloni non tarda e ve la riproponiamo:

Mi dispiace constatare come l’illustre giornalista non abbia ancora compreso, nonostante il tempo e le energie che ha dedicato a studiare l’argomento, il contenuto della proposta di legge di Fratelli d’Italia di revoca delle pensioni d’oro. Come è chiaro ai più, salvo rare eccezioni, il disegno di legge di FdI prevede che sia ricalcolata con il metodo contributivo la parte dell’assegno pensionistico che eccede la soglia di 10 volte il trattamento minimo Inps, sa­rebbe a dire 5.013,8 euro netti al mese. Quello che Fratelli d’Italia vuole fare è verificare se gli assegni da 20mila, 30mila, 40mila e 90mila euro al mese che alcuni percepiscono in Italia siano figli di contributi effettivamente versati oppure frutto di leggi vergognose della prima Repubblica. Chi ha effettivamente versato i contributi per la pensione che percepisce non ha nulla da teme­re dalla nostra proposta di legge. Chi, invece, intasca una pensione che supera la soglia di dieci volte la pensione minima, di qualsiasi importo, ma non ha versato i contributi necessari a coprire la somma che va oltre i 5.013,8 euro netti al mese, vedrà il suo assegno decurtato nella parte eccedente non coperta da contributi e ricalcolato con il sistema contributivo, quello che dal 1996 è valido per tutti i lavoratori italiani. Le risorse ricavate dal ricalcolo servirebbero ad aumentare le pensioni minime e di invalidità oppure a finanziare iniziative per l’inserimento lavorativo dei giovani. Il disegno di legge di FdI prevede che questo meccanismo valga per ogni pensione erogata dallo Stato, compresi i vitalizi e i trattamenti pensionistici degli organi costituzionali, con nessuna esclusione. Purtroppo sono convinta che anche questa ennesima precisazione non sarà sufficiente ad impedire all’illustre Abruzzo di tornare, alla prima occasione utile, ad attaccare la proposta di legge di Fratelli d’Italia per mistificare la verità e per continuare a difendere privilegi medioevali, suoi e dei pochi prescelti che non si rendono conto di come quella pensione ingiustificata la stiano pagando i loro figli.

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