Pensioni: Risposte a Marzo!

Marzo sarà il tempo in cui, come annunciato dallo stesso Renzi al momento del suo incarico da parte del presidente Napolitano, si lavorerà alla riforma del lavoro che dovrebbe ridare slancio all’occupazione.

Nel attuale piano sul lavoro non viene citato l’articolo 18 dello Statuto dei lavoratori, quello che regola i licenziamenti individuali, mentre è previsto un contratto d’inserimento a tempo indeterminato con tutele crescenti per tutti i neo assunti. In programma anche uno sfoltimento della giungla contrattuale, limitando le forme flessibili e prevedendo un assegno universale per chi perde il posto di lavoro esteso anche a chi oggi non ne ha diritto, con l’obbligo però di seguire un corso di formazione professionale.

La riforma del mercato del lavoro è la più attesa sia dal mondo produttivo che dai partner internazionali, progetto annunciato già all’indomani delle primarie, a cui hanno lavorato sia il responsabile economico Filippo Taddei che la responsabile lavoro Marianna Madia.

Ad attendere la messa in atto di questo piano tanti ragazzi italiani, protagonisti malcapitati di una disoccupazione giovanile che nel nostro paese ha assunto proporzioni drammatiche. Secondo gli ultimi dati diffusi dall’Istat, infatti, si segnala un record della disoccupazione dal 1977, con 3 milioni e 254 mila persone in cerca di lavoro. La lunga crisi ha, infatti, fatto perdere in 5 anni circa un milione e centomila occupati. Se si parte dal lavoro è già un buon segnale. Dalla crisi si esce creando lavoro e riavviando gli investimenti.

E c’è chi si augura che partire dal lavoro possa significare arrivare anche a intervenire sulle pensioni.

L’obiettivo è quello di dare soprattutto ai giovani la possibilità di inserirsi nel mondo del lavoro, che al momento sembrerebbe bloccato, permettendo ai lavoratori prossimi alla pensione di lasciare il lavoro prima, magari, come molti hanno ipotizzando, ricorrendo alla forma di quel prestito pensionistico avanzato dall’ex ministro Fornero che estende la possibilità di pensione anticipata per tutti, uomini e donne; magari mantenendo quella “opzione contributivo” che permette alle donne di andare in pensione a 57-58 anni.

Non si è ancora pronunciato a riguardo il neo ministro Poletti ma lo stesso Renzi in passato ha sottolineato che la Legge Fornero andrebbe modificata senza stravolgimenti, e al momento l’unica via percorribile pare essere questa.

Ricordiamo però che il precedente governo non ha mai concretamente vagliato l’ipotesi di una modifica del dispositivo normativo vigente, puntando piuttosto sulla messa a punto di strumenti da mettersi a disposizione dei lavoratori, chiamati a farvi ricorso su base puramente volontaristica. Oggi, appare fuor di dubbio come questa strategia non abbia pagato, così come non ha pagato la scelta di non incidere sulla Legge Fornero. Certo bisognerà reperire i fondi atti ad una modifica del sistema previdenziale, perché se di riforma si parla l’unica via percorribile è quella di una legge di sistema.

L’unica affermazione – finora – del neo ministro del Lavoro è quella di voler costruire e non demolire, di voler lavorare in un’ottica di continuità con il suo predecessore. In merito Poletti dichiara: “Io lo ringrazio – Giovannini – per il lavoro svolto e mi auguro che possa collaborare con noi per il futuro. In generale le cose fatte mi sembrano importanti, come per l’appunto la Garanzia Giovani. Sarebbe un errore fermarsi per smontare tutto. Noi dobbiamo andare avanti“.

La possibilità, dunque, di una pensione anticipata nel 2014 per una platea più ampia di quella attualmente prevista, potrebbe aprire, com’è ovvio, le porte al mondo del lavoro per molti giovani. Poletti, appunto, insiste con grande forza sul tema del lavoro giovanile: “Bisogna metterci tutti nella condizione di produrre almeno un’offerta per chi non ha ancora trovato una collocazione”.

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Intanto Damiano continua a pressare per l’adozione di criteri di flessibilità per le pensioni che permettano l’uscita anticipata dal mondo del lavoro a fronte di piccole penalizzazioni negli assegni. Poletti darà ascolto anche alle idee di Damiano? Lo scopriremo tra pochi giorni.

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