Pensioni: Per i Quota 96 arriva il “test” dell’etilometro!

Il cambio di governo che si sta consumando in queste ore, oltre a sconvolgere il micro cosmo della politica e delle istituzioni nazionali, sta contribuendo a riaccendere il dibattito su alcuni dei temi più caldi e controversi del momento, in primis esodati e Quota 96 della scuola.

Il caso

Nonostante l’ennesimo rinvio di alcuni giorni fa e l’apparente stato di stallo in cui sembra versare il caso dei quota 96, con Renzi designato premier speranze e timori tornano a mescolarsi in un inesorabile turbinio.

Ricordiamo che l’attuale scontro vede da una parte la Ragioneria di Stato e dall’altra i Quota 96, con il membro del Pd l’On. Ghizzoni a farsi portavoce di quest’ultimi ormai da mesi;

Le ragioni dell’ultimo rinvio, che ha scatenato l’indignazione di tutti gli interessati, sarebbero connesse – come sempre – alla mancanza di fondi da poter erogare per dare il via libera al testo della Ghizzoni. La Ragioneria non vuole, infatti, erogare fondi per chiudere il caso Quota 96 sottolineando come al momento sia prioritario concentrarsi sul caso esodati, persone che sono senza lavoro né diritto alla pensione, contrariamente ai Quota 96 che hanno invece assicurato l’uno e l’altro.

L’ultima iniziativa del Comitato Civico Quota 96 è la diffusione di volantini per fare pressione sul nuovo governo e sulle diverse forze politiche, al grido di “No pensione? No voto!“.

La beffa

Nel momento nel quale la Ragioneria di Stato allontana però ogni ipotesi di risoluzione del caso data la mancanza di adeguate coperture finanziarie, desta scalpore e non poco il caso di spreco nella Scuola occorso in Piemonte, con la Regione che ha approvato una delibera che statuisce l’obbligo di sottoporre tutti gli insegnanti delle scuole pubbliche del territorio al test dell’etilometro.

Tale operazione – secondo stime preliminari da confermare – costerà più di 4 mila euro ad istituto, segnando un enorme spreco di risorse per non parlare dell’indignazione del corpo docenti, “umiliati e offesi da una ridicola visita medica”.

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E vista la situazione generale, il miglior modo per protestare e’ attraverso la provocazione, con i docenti dell’istituto Regina Margherita di Torino che hanno organizzato un brindisi collettivo allo spreco. Del resto, provocazione e feroce ironia non possono non aleggiare negli animi di una categoria, quella del corpo docenti, che segue ormai da tempo con solidarietà ed apprensione il caso dei colleghi Quota 96.

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