Pensioni: Letta si è dimesso ma Inps ha un nuovo presidente!

Il governo Letta ha finito la propria corsa e in attesa di novità politiche approfittiamo per cercare di conoscere meglio il nuovo – e provvisorio – presidente dell’Inps.

Sette mesi, tanto durerà l’incarico come presidente dell’Istituto previdenziale italiano di Vittorio Conti. Nel frattempo il nuovo – pure – governo dovrà pensare bene su chi affidare la guida della nuova governance dell’Inps!

Economista dell’Università Cattolica, studioso dei mercati finanziari, ex-commissario della Consob ed ex manager di Banca Intesa. Il profilo di Vittorio Conti è molto distante dalla figura tipica del manager di stato, cresciuto professionalmente negli ambienti romani dell’alta burocrazia.

Classe 1942, originario del Lago d’Iseo, Conti ha, infatti, alle spalle una carriera di studioso e dirigente concentrata soprattutto negli ambienti finanziari milanesi. Specializzatosi a Oxford, grazie a una borsa di studio Stringher, rientra in Bankitalia per un tirocinio al servizio studi, ma nel ‘76 torna a Milano, in quell’ufficio studi della Comit che eredita la prestigiosa tradizione culturale di Raffaele Mattioli, ma trova nuovo slancio sotto la guida di un giovane economista della Bocconi, Mario Monti. Seguono incarichi di alta direzione in Banca Intesa, dove nel frattempo confluisce la Comit, e nel 2006 viene nominato commissario Consob, dall’allora ministro dell’Economia Tommaso Padoa Schioppa.

La domanda di tutti e se l’arrivo di Conti ai vertici dell’Inps possa cambiare qualcosa. In realtà, come annunciato dal ministro del Lavoro Enrico Giovannini, Conti sarà solo un “commissario con poteri di presidente”, e il suo primo compito sarà presentare il piano industriale sull’incorporazione dell’Inpdap e dell’Enpals (il termine è fissato per marzo). Giovannini ha anche ribadito che il governo – resta a vedere quale governo – sarà impegnato a riformare la governance dell’Istituto “per superare i problemi che ci sono stati negli ultimi anni”

Sembra dunque improbabile che Conti possa intervenire su pensioni ed esodati, prendendo in mano questioni come pensioni di anzianità anticipate o allargamento della platea degli esodati. Eppure per scongiurare rischi di eventuali nuovi disordini, in questi mesi Conti potrebbe pensare a qualche intervento ma chiaramente non si può avere alcuna certezza che le cose vadano effettivamente così.

Secondo noi nel futuro dell’istituto di previdenza, dovrebbe esserci un modello di gestione duale, con un assottigliamento del consiglio di amministrazione e il consolidamento dei poteri del Civ, il comitato di vigilanza.

Giuliano Cazzola esperto di previdenza e a lungo nel collegio dei sindaci dell’Inps ha commentato così: “La nomina di Vittorio Conti come commissario straordinario del Super Inps ha un significato preciso. La fabbrica delle pensioni degli italiani, nei fatti, entra nella zona d’influenza della Banca d’Italia, una delle poche istituzioni ancora affidabili”.

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Infine non sono mancate ovviamente le polemiche poiché se da una parte la nomina di Conti è stata apprezzata dal direttore generale dell’Inps, Mauro Nori e dal presidente del Civ, Pietro Iocca, dall’altra è stata fortemente criticata dai consumatori dell’Adusbef che hanno annunciato pure il ricorso al Tar sulla nomina, perché secondo loro: “Nominare un banchiere nel settore della previdenza è come nominare Dracula alla banca del sangue”.

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