Pensioni quota 96 reparto scuola; La rettifica della legge Fornero parte da qui!

Prosegue incessante il dibattito sulle pensioni. Il caso Quota 96 pare avviato a una lenta risoluzione dopo il primo parere favorevole incassato dal testo della Ghizzoni, e finalmente dopo settimane di dissapori s’inizia a respirare un cauto ottimismo.

Per chi non fosse al corrente la situazione dei Quota 96 del comparto scuola è uno dei tanti pasticci dall’ultima riforma delle pensioni che ha commesso l’errore, in questo caso, di non considerare la specificità del mondo della scuola, dove l’unità di misura è l’anno scolastico e non quello solare. L’allora ministra Fornero aveva fissato il termine al 31 dicembre 2011 – fine dell’anno solare – e non al 31 agosto 2012 – fine dell’anno scolastico – e così quei docenti che avrebbero maturato i requisiti – la famosa quota 96, appunto, da raggiungere sommando età anagrafica e contributiva – a fine anno, e che avevano già presentato domanda sono rimasti bloccati in servizio. La svista è stata riconosciuta da più parti, ma lo scorso settembre i “quotisti” sono rimasti esclusi dal Decreto legge sulla scuola, per ragioni fondamentalmente economiche.

Finalmente, dopo mesi di discussioni condite da polemiche, rinvii e bocciature, sembra avviarsi a una lenta risoluzione il caso Quota 96; Lo scorso 28 gennaio la Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera ha, infatti, dato parere favorevole al nuovo testo unificato C. 249 Ghizzoni e C. 1186 Marzana, ma il vero scoglio da superare sarà la valutazione della Commissione Bilancio. Il testo della Ghizzoni prevede per i Quota 96 la possibilità di fruire delle norme pre Fornero a patto che i requisiti per il pensionamento siano stati raggiunti entro l’anno scolastico 2011/2012. Tale possibilità sarebbe limitata a 4.000 soggetti, pochissimi dei quali potranno comunque già andare in pensione a partire dal primo settembre grazie all’art.11 bis dl 102/2013.

Ricordiamo che ci saranno comunque delle scadenze temporali e procedurali: le domande vanno presentate entro maggio 2014; saranno registrate dall’Inps secondo un ordine progressivo e accettate fino al raggiungimento del limite prefissato. Una condizione ribadita anche dalla Commissione Cultura (con la raccomandazione che l’ordine sia redatto in base alla somma dell’età anagrafica e contributiva) al momento del parere favorevole.

Ultimo ostacolo come abbiamo anticipato la Commissione Bilancio. Non una pura formalità, poiché fino ad oggi lo stop è sempre arrivato dal Ministero dell’Economia “ma stavolta la situazione è diversa assicura la Ghizzoni – Il testo tiene conto delle obiezioni sollevate in passato e le coperture ci sono, non c’è motivo per respingerlo”.

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Speriamo che abbia ragione e soprattutto speriamo che questo diventi solo il primo passo di una serie di modifiche alla riforma Fornero!

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