Pensioni: Flessibilità in uscita, novità!

La flessibilità sembra essere diventata, in questo inizio 2014, la parola chiave nel dibattito sulle modifiche al sistema previdenziale. L’ultima novità in tale senso è rappresentata dalle parole del ministro del lavoro Enrico Giovannini, che negli ultimi giorni ha affermato di essere al lavoro sull’anticipo dell’età pensionabile, con una formula su base volontaria e che coinvolga lo Stato, il lavoratore e le imprese.

Secondo le parole di Giovannini si tratterebbe di “uno strumento flessibile in funzione delle esigenze soggettive dei lavoratori. Stiamo lavorando sugli aspetti tecnici. Il procedimento è complesso. Può prevedere anche il contributo da parte delle aziende. L’idea è di avere una contribuzione da parte di tutti e tre i soggetti (lavoratore, impresa ma anche Stato) ma ci deve essere robustezza finanziaria”.

In aggiunta si deve puntualizzare che “lo strumento allo studio è finalizzato a favorire la transizione, su base volontaria, dal lavoro alla pensione, fermi restando i requisiti dell’attuale normativa. Tale strumento andrebbe incontro a persone e a imprese (come quelle di minori dimensioni) che attualmente non possono utilizzare gli strumenti previsti per le aziende di maggiori dimensioni”.

Ricapitolando dunque:

  • Niente è certo ma
  • Sara su base volontaria,
  • la riforma Fornero non si tocca e
  • il lavoratore dovrà contribuire di tasca propria (come per il prestito pensionistico).

Ma vediamo come hanno ricevuto la notizia il presidente della commissione Lavoro della Camera e i sindacati.

Più o meno soddisfatto si dice Cesare Damiano: “Ci fa piacere che il governo stia lavorando in queste ore per elaborare una proposta robusta che eviti il formarsi di nuovi esodati. Questa dichiarazione del ministro Giovannini la stiamo aspettando da tempo. Ormai è chiaro a tutti che, nonostante una serie di interventi che hanno portato complessivamente alla salvaguardia di oltre 160 mila lavoratori rimasti senza reddito a seguito della riforma Fornero, il tema dei cosiddetti esodati non può dirsi risolto”.

Invece Maurizio Petriccioli, segretario confederale della Cisl chiede al governo un confronto con le parti sociali e ammonisce: “Gli annunci non bastano, bisogna passare ai fatti”.

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Per Vera Lamonica, infine, segretaria confederale della Cgil: “La soluzione è quella di introdurre nell’impianto del sistema un meccanismo di vera flessibilità che non sia penalizzante per i lavoratori e produca regole sostenibili ed efficaci. Insomma, sono proprio le regole della riforma Fornero che vanno cambiate”.

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