Pensioni: M5S e il nuovo contributo di solidarietà!

E’ da quasi un anno che il Movimento 5 Stelle, il partito fondato da Beppe Grillo, chiede apertamente l’abolizione della riforma targata Fornero e la sua sostituzione con una più equa e flessibile!

Sino ad oggi però l’unica vera proposta pervenuta sotto la forma di mozione firmata Giorgio Girgis Sorial ha come oggetto la redistribuzione del reddito pensionistico attraverso un nuovo contributo di solidarietà.

La proposta M5S si basa su delle aliquote progressive che serviranno onde recuperare circa poco più di 1 miliardo di euro (1.142.061.790,00) che andra poi a ridistribuirsi a chi vive con la pensione minima, riuscendo in tal modo ad aumentare tale pensione minima di circa 518,00 euro al mese.

In dettaglio, la pensione minima diventa l’unita di misura per gli scaglioni e le aliquote dovranno essere le seguenti:

Ricordiamo che questa non è la prima volta che lo Stato ha provato a istituire un prelievo di solidarietà alle pensioni più alte ma il 5 giugno 2013 la Consulta bocciò l’allora decreto legge del 6 luglio 2011 intitolato “Disposizioni urgenti per la stabilizzazione finanziaria” con cui veniva introdotto il famoso contributo di perequazione che altro non era che un prelievo alle sole pensioni d’oro:

  • Sopra i 90000 euro il contributo di perequazione era del 5%,
  • sopra i 150000 euro contributo di perequazione 10%,
  • sopra i 200000 euro contributo di perequazione 15%.

Quindi cosa cambia con la proposta del M5S? E’ la stessa consulta a indicare il precedente errore dando speranze alla mozione di Sorial. “Il risultato di bilancio avrebbe potuto essere ben diverso e più favorevole per lo Stato, laddove il legislatore avesse rispettato i principi di eguaglianza dei cittadini e di solidarietà economica”.

L’incostituzionalità dunque fu emessa a causa del trattamento riservato ai soli pensionati, mentre dovevano essere coinvolti tutti i redditi alti.

In “risposta” alla Consulta e per giustificare questo intervento la mozione M5S sostiene che secondo i dati Inps:

  • 7.000.000 pensionati in Italia percepiscono un assegno mensile inferiore ai 1.000 euro
  • Di qui 910.000 una pensione inferiore ai 500 euro al mese

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Visti questi dati “giudichiamo inaccettabile difendere le pensioni che superino più di 20 volte il minimo”!

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