Pensioni: Il governo fa sparire il buco dell’Inps!

Chi segue la nostra rubrica avrà letto riguardo al buco del SuperInps, gli allarmismi di Mastrapasqua e delle rassicurazioni del Governo Letta.

Ieri attraverso un semplice provvedimento che sarà inserito nella prossima legge di Stabilità, i conti in rosso dell’Istituto della Previdenza stanno per sparire

Ma come vi chiederete in molti, come si fa a “giocare” cosi con i conti del piu grande ente previdenziale del Paese… eppure è proprio cosi.

Ma prendiamo le cose dall’inizio:

L’Inpdap, l’ente previdenziale degli impiegati pubblici, comincia la sua esistenza dal 1994 col volere del secondo governo Prodi onde raggruppare gli impiegati “statali” sotto un unico ente previdenziale.

Sino ad allora gli ex-impiegati pubblici a riposo ricevevano la pensione dagli stessi enti per i quali avevano lavorato in precedenza. Dalla sua costituzione in poi l’Inpdap raccoglieva i contributi dai datori di lavoro (cioè dagli enti pubblici) e pagava le rendite a chi si era già messo a riposo.

I problemi cominciano quando all’Inpdap tocca anche il compito di pagare le pensioni già in essere, cioè quelle maturate negli anni precedenti al 1994. Per farlo, l’istituto di previdenza riceveva dei trasferimenti dagli organismi pubblici per i quali i pensionati avevano lavorato durante la carriera. Si trattava, insomma, di una semplice partita di giro tra diversi enti statali, che non creava di per sé alcun problema.

E arriviamo al momento cruciale: Come ci svela Giuliano Cazzola, ex-sindaco dell’Inpdap e oggi esponente di Scelta Civica “il patatrac è iniziato nel 2007 quando il governo Prodi, per abbellire un po’ il bilancio statale, ha classificato i versamenti dagli enti pubblici all’Inpdap come anticipi di tesoreria” facendogli dunque risultare (da fondi di credito) come debito!

Da lì in poi la storia la conosciamo un po’ tutti. Lo scorso anno l’Inps ha accorpato l’Inpdap, diventando il cosiddetto SuperInps e con esso un mega-passivo di circa 6 miliardi di euro, che ha fatto molto discutere.

Ora, questo passivo ereditato dall’Inps sta per sparire poiché il governo vorrebbe riclassificare come crediti le voci che invece erano state trasformate in debiti.

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Noi rimaniamo meravigliati dalla semplicità con cui lo Stato mette in pericolo il futuro pensionistico e un’intera classe sociale e gioca con definizioni e concetti micro e macro economici senza nemmeno rendersi conto dei risultati che possono avere tali azioni. Un “bravo” al governo Letta che ha voluto rettificare questa cosa e un ammonimento a chi in futuro vorrà usare la fanta-economia per giustificare gli sprechi statali!

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