Pensioni: Rivalutazione, esodati, flessibilità e busta arancione!

Ne parliamo da settimane, gli emendamenti riguardo al disegno legge di stabilità si susseguono con allarmante velocità e nonostante alcune certezze purtroppo niente è sicuro finche la bozza del testo non diventerà legge.

Rivalutazione

Si parla molto ma si fa poco. Ieri vi abbiamo informato riguardo al “nuovo” piano dell’indicizzazione delle pensioni, vediamo insieme in dettaglio i nuovi numeri che ci sono giunti:

  • Gli assegni fino a 1.486 euro lordi mensili, cresceranno di pari passo con l’inflazione.
  • Cambia invece leggermente l’adeguamento delle pensioni comprese tra 3 e 4 volte il trattamento minimo – tra 1.486 euro e 1.981 euro circa al mese – per le quali vi sarà un aumento pari al 95% dell’inflazione.
  • Per gli assegni compresi tra 4 e 5 volte il minimo – cioè tra 1.981 e 2.475 euro circa – ci sarà invece un aumento del 75% del caro-prezzi.
  • La quota di rivalutazione sarà invece del 50% per le rendite tra 5 e 6 volte il minimo e cioè tra 2.475 euro circa e 2.973 euro lordi.
  • Infine per chi guadagna oltre 3 mila euro lordi e cioè più di 2.120 euro netti al mese, la rivalutazione sarà invece pari al 40% dell’aumento dei prezzi per il solo 2014 e del 45% dal 2015 in poi.

Esodati

Altre 17 mila persone che rischiavano di restare senza reddito da lavoro o da pensione per gli effetti della riforma Fornero potranno godere delle vecchie regole.

Complessivamente, sono stati stanziati 950 milioni di euro:

  • 203 milioni di euro per il 2014
  • 250 per il 2015
  • 197 per il 2016
  • 110 per il 2017
  • 83 per il 2018
  • 81 per il 2019 e
  • 26 per il 2020.

 Flessibilità in uscita

E’ il nocciolo delle richieste dei lavoratori e dei sindacati e risolverebbe una volta per tutte le principali problematiche della Fornero ma il governo risponde che non ci sono i soldi per implementarla.

A riguardo Maurizio Del Conte, docente di Diritto del lavoro presso l’Università Bocconi spiega sul sito ilsussidiario.net

Vede, il problema consiste proprio nel fatto che, in merito, non esistono calcoli definitivi. Quel che è certo è che il meccanismo della flessibilità, per quanto oneroso, avrebbe introdotto un sistema attraverso cui dar risposta immediata, una volta per tutte, garantendo a ciascuno di andare in pensione a seconda della sua propensione a rimanere o meno sul lavoro e del suo grado di prossimità alla maturazione dei requisiti”.

Busta arancione

E’ lo stesso ministro del Lavoro Enrico Giovannini che ci dice: “Nel 2014 la busta arancione entrerà nella fase operativa. I lavoratori iscritti all’Inps, saranno messi nelle condizioni di conoscere quanto hanno versato finora, cosa che del resto già si può fare sul sito dell’ente di previdenza, e quanto potrebbero ricevere di pensione sulla base di diverse ipotesi riguardanti sia lo sviluppo di carriera sia l’età di pensionamento”.

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Poche le novità dunque e sicuramente non quelle attese.

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