Pensioni: Nuova beffa del governo per i lavoratori pensionati.

Conosciamo tutti dell’esistenza di pensionati che hanno lasciato il proprio lavoro con l’idea di proseguire comunque un’attività professionale, magari con un impegno meno gravoso, trattasi di solito di consulenza, mettendo così a servizio del mondo produttivo, e della società, la competenza e l’esperienza acquisita.

Ora il governo ha messo il proprio mirino proprio su questa categoria cercando,  di “guadagnare” soldi eliminando del tutto la pensione a quei soggetti che arrivano a guadagnare 150 mila euro lordi.

A molti sembrerà che misure simili prendono di mira, ancora una volta, chi ha un reddito comunque alto e dunque “perché no”… ma le cose non stanno proprio cosi.

Per prima cosa dobbiamo ricordare che la tassazione sulle attività lavorative ulteriori è spietata:

  • 43% di Irpef;
  • 21% di Iva;
  • Contributi Inps;
  • Contributo di solidarietà (entrerà in vigore dal 2014) per tutti coloro che eccedono i 90 mila euro lordi

Per di più l’emendamento propone anche l’azzeramento della pensione oltre quota 150 mila euro lordi annuali in maniera RETROATTIVA e questo vuol dire che toccherà anche chi ha deciso e pianificato per anni il proprio pensionamento accompagnato da tali attività lavorative extra!

Il risultato per noi è scontato: Tutte queste persone continueranno a lavorare e stavolta in NEROe il governo avrà segnato l’ennesimo autogol, perché in un Paese civile l’austerità economica non da il via libera a continue violazioni delle leggi e dei contratti sociali; Misure scritte con i piedi, che a prima vista sembra che porteranno fondi allo Stato, finiscono per creare “mostri” – Fornero – che minacciano di divorarlo!

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Questa “abitudine” deve smettere!

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