Pensioni: Non è un paese per vecchi.

In europa c’è un sempre crescente movimento che, attraverso delle penalizzazioni, prende di mira una delle classi sociali piu deboli, coll’intento di far pagare proprio a loro anni e anni di privilegi che loro stessi (i politici) hanno concesso a determinate categorie e ovviamente a se stessi.

L’austerità economica continua, le manovre sul bilancio e i tagli hanno avuto, a lungo andare, gli effetti opposti: crisi, introflessione dei mercati, disoccupazione e ovviamente di ripresa economica oppure di crescita neppure l’ombra.

In questo scenario post-guerra, perché appunto di questo si tratta, invece di allentare la pressione e incentivare il lavoro e gli investimenti, l’élite europea, numeri alla mano, arriva ancora una volta a puntare il dito e cancellare con un semplice NO una bella parte dei progetti del governo.

L’UE dunque boccia la Legge di Stabilità. L’Italia non potrà, infatti, chiedere alla Commissione UE di fare uso della “clausola sugli investimenti” del patto di Stabilità, perché non rispetta la condizione del debito pubblico in discesa a un ritmo soddisfacente.

Addio dunque a ben 3 miliardi di euro, soldi su cui avevano molto contato sia il premier Letta sia il ministro dell’Economia, Fabrizio Saccomanni.

Da Bruxelles spiegano: “Siamo arrivati alla conclusione che non si possa profittare di questo vantaggio perché, sulla base delle previsioni economiche dell’autunno 2013, non sarà ottenuto l’aggiustamento minimo strutturale richiesto per portare il rapporto fra debito e PIL su un cammino di sufficiente riduzione. Nel 2014 l’Italia non compirà progressi sufficienti per il rispetto dei criteri di debito per via di aggiustamenti strutturali insufficienti”.

Hmmm, grazie Europa, ma la cosa non si ferma qui, ben più importante per il futuro e le garanzie sulle pensioni è il principio stabilito lo scorso 8 ottobre dalla Corte Europea dei diritti dell’uomo di Strasburgo che decreta: “in caso di difficoltà finanziarie, che impediscono per di più il rispetto di obblighi internazionali, uno Stato può imporre alcuni tagli alle pensioni di una determinata categoria di persone”.

Hmmm, mi sembra di poter individuare un certo intento dietro tutto questo.

Infine ecco a voi l’idea, firmata M5S che forse metterà fine a tutti i discorsi:

Si tratta di far pagare ai pensionati un’aliquota aggiuntiva dello

  • 0,1% per le pensioni che vanno da 1 fino a 6 volte il minimo;
  • 0,5% per quelle che superano dalle 6 alle 11 volte le pensioni minime;
  • 10% per i pensionati che superano il minimo di oltre 15-20 volte;
  • 15% per chi è al di sopra delle minime di 20-25 volte e
  • così procedendo fino ad arrivare alla sforbiciata del 32% per le pensioni al di sopra di 50 volte il minimo.

Tutti pagano, quindi costituzionale, ognuno a seconda di quanto riceve, quindi equo e si prende di mira quelle pensioni cosiddette d’oro quindi “etico”…

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