Pensioni: Persino i sindacati sono divisi sul da fare.

I tre più grandi sindacati del paese, Cisl, Cgil e Uil, hanno da tempo avvertito il governo che se con la legge di stabilità non assume dei chiari provvedimenti per combattere la crescente disoccupazione e chiarire una volta per tutte i problemi delle pensioni, allora intendono rispondere in maniera dura e unita.

Sono giorni che tutti conosciamo bene o male che alla fine il disegno di legge non darà risposta alle problematiche e i temi caldi del sistema pensionistico mentre i provvedimenti che include onde affrontare la questione lavoro, e cioè i fondi stanziati per ridurre il cuneo fiscale e favorire nuove assunzioni sperando alla crescita sono stati “scartati” come esigui e insufficienti sia dai sindacati sia dalla Confindustria.

E invece di vedere (almeno) i sindacati che facendo fronte unito dichiarino “guerra” per difendere i diritti dei lavoratori, purtroppo leggendo le dichiarazioni di ognuno ci troviamo di fronte a una palese disorganizzazione, polifonia, e provvedimenti “ridicoli”…

Ma vediamo insieme cosa hanno detto i leader sindacali:

Raffaele Bonanni della Cisl, “Se Letta ci convoca, apre una discussione vera e rimette mano alle scelte fatte noi lo sciopero lo smontiamo. Bisogna che Letta risolva il problema non è possibile che i banchieri hanno preso un sacco di soldi senza nessun vincolo sulla destinazione del credito alle famiglie e alle imprese, mentre i lavoratori hanno preso solo 1,3 miliardi”. Bonanni dunque chiede più risorse da destinare al cuneo fiscale e alle pensioni.

Susanna Camusso della Cgil mantiene una posizione piu “dura” dicendo “non ci sono segni di cambiamento di direzione. Quattro ore di sciopero sono lo strumento per fare pressione. Ci auguriamo sia sufficiente per il cambiamento”…

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Infine Luigi Angeletti dell’Uil, dice sì allo sciopero ma promuove una maggiore occupazione attraverso la riduzione delle tasse sul lavoro; ecco le sue parole, “il governo e il Parlamento devono modificare profondamente il disegno della legge di stabilità […] lo sciopero proclamato da Cgil, Cisl e Uil è per “ottenere il cambiamento” del provvedimento […]la legge di stabilità è lo strumento per creare maggiore occupazione e che la strada migliore è quella della riduzione delle tasse sul lavoro”.

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