Pensioni: Il punto della situazione. (26/10)

Nelle ultime settimane si è parlato molto (e si è fatto molto meno) per quanto concerne il sistema pensionistico in Italia.

La Legge di Stabilità che doveva attuare misure e controriforme onde rendere giustizia ai palesi errori, sbagli e sviste dell’odiata riforma Fornero, non ha fatto altro che deludere le aspettative di molti.

Molti i temi caldi che tuttora rimangono appesi e che il governo volendo o no dovrà affrontare nei prossimi mesi, prendendo provvedimenti mirati e misure decise a dare una mano ai meno privilegiati.

Iscriviti alla nostra newsletter

Vediamo insieme le problematiche che affliggono il nostro paese:

  • Uscita Anticipata; Sindacati e associazioni sono d’accordo che c’è la reale necessità di rivedere la riforma Fornero e permettere l’uscita anticipata almeno per alcune categorie di lavoratori. Nicola Nicolosi segretario nazionale Cgil afferma a riguardo: “L’età della pensione è diventata troppo alta e il naturale turn-over del mercato del lavoro si è fermato, in aggiunta alle difficoltà provocate da una crisi che non si vedeva da quasi un secolo”. Il governo da canto suo non vuole o non può cambiare rotta, risponde il ministro Giovannini, “ma così facendo condanna più generazioni alla precarietà e l’intera struttura sociale del paese a una sofferenza sempre più evidente, segnalata di volta in volta dai principali istituti statistici e di ricerca” aggiunge Nicolosi.
  • Prestito Statale; Dopo la famosa flessibilità in uscita proposta da Cesare Damiano e scartata come inattuabile causa mancanza di fondi, il ministro Enrico Giovannini ha avanzato a sua volta un sistema per rendere attuabile una sorta di uscita anticipata e questo solo per alcune categorie di lavoratori, per esempio precoci e usuranti e per porre fine una volta per tutte al flagello degli esodati… Questo sistema, infatti, non renderebbe troppo costosa l’uscita anticipata da lavoro essendo “uno schema per cui, supponiamo, chi è a due o tre anni dal pensionamento e lascia il lavoro potrebbe per tale periodo ricevere un sostegno economico che poi dovrà ripagare negli anni successivi: si tratterebbe di una sorta di prestito, senza costi aggiuntivi sul sistema pensionistico”.
  • Equiparare l’età pensionabile tra uomini e donne; Qualche tempo fa era stata avanzata la proposta di rendere differente l’età pensionabile tra uomini e donne, perché equipararla avrebbe rappresentato, a detta di molti, un’ingiustizia sociale. Il problema stavolta non è dell’Italia e del governo ma arriva da Bruxelles poiché a puntare il dito contro questo meccanismo è la stessa Commissione europea aprendo addirittura una procedura d’infrazione contro l’Italia. Ciò che Bruxelles contesta all’Italia è la legge 214 del 2011, in base alle quali gli anni minimi di contribuzione per ottenere la pensione prima di arrivare all’età massima sono stati fissati in 41 e 3 mesi per le donne e 42 e 3 mesi per gli uomini. Questa norma italiana andrebbe contro l’articolo 157 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea che stabilisce la parità di trattamento tra uomini e donne.
  • Quota 96; Questa categoria di lavoratori secondo molti dovrà aspettare il prossimo 19 novembre, quando la Corte Costituzionale deciderà su un caso singolo che potrebbe poi diventare esempio trainante per tutti lavoratori cosiddetti Quota 96 che si son visti negare il diritto di accedere alla pensione pur avendo raggiunto i requisiti a causa di errori nella formulazione delle nuove norme definite dall’ex ministro Fornero.
  • Esodati; Sembra che alla fine diventeranno 9.000 gli esodati che si aggiungeranno agli originari 65000, poi 55 mila e infine 10.130 di persone che si sono salvaguardati dal governo. Stavolta il provvedimento riguarda 6.500 licenziati individuali che per essere ammessi alla salvaguarda devono comunque soddisfare ulteriori requisiti, più altri 2.500 familiari di soggetti disabili che nel 2011 erano in congedo per assistere i familiari disabili.
  • Infine Legge 104: Sembra che la Commissione Bilancio ci ha ripensato in extremis e il testo approvato ieri dalla Camera sana la discriminazione pensionistica anche per chi ha usufruito di congedi parentali MA non ai congedi e permessi ai sensi della legge 104. Nessuna penalizzazione economica all’atto della pensione anticipata quindi per chi ha usufruito di permessi per donazione sangue e per congedi di paternità e maternità MA la penalizzazione economica resta per chi ha usufruito di congedi e permessi ex legge 104. Qui si deve assolutamente fare qualcosa perché la civiltà di una Paese si nota sempre dal modo in cui tratta quelli più deboli…
Vota questo articolo