Pensioni: Nonostante i tagli, il Paese continua a pagare troppo.

Comincia oggi l’iter parlamentare della legge di stabilità con un percorso che inizia dal Senato con la sessione di bilancio.

Nel frattempo i principali sindacati si sono incontrati ieri e avvertono per bocca di Susanna Camusso segretario generale della Cgil che: “Abbiamo scelto di non indire uno sciopero generale perché abbiamo di fronte il tempo del dibattito parlamentare e pensiamo che la nostra forma di mobilitazione sia più utile. Non ci interessa fare fiammate, vogliamo raggiungere risultati in Parlamento entro 15 novembre, quando l’iter della legge sarà a buon punto, poi vedremo”.

Anche la Confindustria si dice contraria; Attraverso le parole del suo presidente, Giorgio Squinzi, fa sapere che “delude profondamente l’entità dello stanziamento, ben lontano da quello che secondo Confindustria avrebbe un impatto forte sull’economia. Rispetto alle nostre richieste il governo ha fatto passi nella giusta direzione ma con risultati insufficienti. Il metodo è stato buono, i risultati scarsi. C’è stata una mancanza di coraggio, il governo non ha ritenuto di dover mettere mano ad un’importante revisione della spesa pubblica.  C’è anche il forte timore che nel passaggio da decreto a legge saltino fuori le solite porcate, porcherie, di cui abbiamo larga esperienza nel passato, mi auguro che questo non avvenga”.

Intanto, per quanto ci riguarda, arriva anche uno studio che segnala come l’Italia nonostante tagli, blocchi alle rivalutazioni, prelievi fiscali e non, contributi di solidarietà, perdita del potere di acquisto – insomma tutte quelle penalizzazioni che i pensionati hanno dovuto supportare questi ultimi anni – arriva tuttora al primo posto tra gli altri paesi OCSE per quanto riguarda la spesa pensionistica, e cioè l’ammontare dei soldi dedicati al sistema pensionistico in rapporto al prodotto interno lordo del paese.

I dati sono dell’Istat e del Documento di Economia e Finanza rilasciato sempre dal governo Letta alla fine dell’estate, e si vede come il nostro paese ha una spesa pari al 16% del PIL, ovvero ben 250,6 miliardi di euro e tale numero si prevede che salirà a 255,2 miliardi di euro quest’anno.

In 4 anni la spesa è salita di 22,2 miliardi. Secondo il documento la spesa per le pensioni salirà ancora:

  • a 261,5 miliardi di euro nel 2014 e
  • a 269,6 miliardi di euro nel 2015

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