Pensioni: “Legge di Stabilità”… ci risiamo!

Vediamo in dettaglio cosa propone questa prima stesura della Legge di Stabilità e come il governo è riuscito a “peccare” ancora.

Primo punto e forse più importante, come avevamo anticipato, nessuna flessibilità in uscita, come fu proposta da cesare Damiano poiché a detta del ministro Giovannini: “Semplicemente i soldi non ci sono”.

Nessuna provvedimento nemmeno per due categorie di lavoratori forse le più colpite dalla riforma Fornero che sono i precoci e gli usuranti

Passiamo ora alle modifiche:

La prima e più importante, di cui abbiamo parlato già ieri, riguarda la “pensione anticipata”: Il Governo avrebbe deciso di prevedere l’accesso alla pensione in maniera anticipata di 2-3 anni solo per chi ha perso il lavoro e non ha sussidi dallo Stato. Più che accesso alla pensione, si parla di una sorta di acconto sulla pensione che poi, al raggiungimento dei requisiti previsti dalla riforma pensioni dell’ex ministro Fornero, si dovrà restituire.

Giacche si tratta di una “misura” importante vediamo in dettaglio come funziona: I soggetti che non hanno più un impiego ma che non hanno raggiunto l’età pensionabile, e che non usufruiscono di Cassa integrazione o mobilità, che abbiano compiuto 62 anni e che abbiano 35 anni di contributi, possiedono le credenziali per l’accesso alla richiesta di un mini prestito MA l’assegno previdenziale sarà penalizzato dell’8%. Sarà proprio questo lo strumento per fare in modo che chi abbia necessità di liquidità possa accedere a una cifra, che dovrà poi essere restituita in maniera penalizzante.

Ed è proprio qui che il governo ha “toppato” ancora. Per bocca dello stesso ministro Giovannini “Il meccanismo delle penalizzazioni, infatti, non permette di avere una stima certa di quante persone andranno in pensione in un anno e quindi di quanto l’Inps dovrà sborsare”, cioè alla fine non si sa che costi avrà tale manovra, se l’INPS potrà sostenerla e ovviamente quale sarà il ritorno di capitale con il malus dell’8%!

Tralasciando per oggi questo argomento (che affronteremo sicuramente in futuro) vediamo di finire la lista dei cambiamenti.

Pensioni d’oro: le pensioni più ricche, infatti, quelle sopra i 3.000 euro non saranno adeguate al costo della vita nel 2014, mentre per quelle d’oro, sopra i 100.000 euro, sarà previsto il versamento di un contributo con la finalità di concorrere al mantenimento dell’equilibrio del sistema pensionistico. Questo contributo dovrebbe essere del valore del 5% per la parte eccedente i 100 mila euro fino ai 150 mila, del 10% oltre i 150 mila e del 15% oltre i 200 mila.

Dall’altro canto verranno rivalutate del 100% quelle pensioni fino a 1.500 euro, del 90% quelle fino a 2.000 euro, del 75% quelle fino a 5 volte. Per quelle tra i 2.500 e i 3.000 euro la rivalutazione sarà del 50%.

Infine abbiamo un ultimo cambiamento sulle pensioni di accompagnamento: L’indennità di accompagnamento è una prestazione riconosciuta a particolari soggetti che hanno perso completamente la capacità lavorativa, per vari motivi.

L’importo dell’indennità di accompagnamento per l’anno 2013 è di euro 499,27 ed è corrisposta per 12 mensilità. Dal 2014 dunque non verrà più erogata la pensione in questione per chi guadagna più di 40.000 euro lordi annui. Il limite, però è valido, anche se il reddito cumulato con quelli del coniuge sia d’importo superiore a 70.000 euro. Non sono toccate però le pensioni già concesse.

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