Pensioni: Governo Letta “bis”, cambierà qualcosa?

Se dobbiamo essere sinceri la nostra riposta deve essere NO! Enrico Letta ha ricevuto la fiducia per continuare a guidare il nostro paese ma il problema di fondo rimane e tale problema si chiama crisi finanziaria.

Tutto questo periodo di crisi politica ha messo uno stop ai “progetti” del governo e in piu ha causato un’ulteriore crisi alle finanze del paese. I fronti aperti del governo riguardo al sistema delle pensioni sono tanti e senza un’adeguata ripresa economica dobbiamo essere pessimisti su quello che possiamo aspettare.

Entro questo mese si deve votare la prossima legge di Stabilità e molti si aspettavano dei generosi cambiamenti che (almeno in parte) avrebbero affrontato i temi scottanti del sistema pensionistico.

I problemi più importanti sono:

  • Il cuneo fiscale cioè l’enorme differenza tra il costo del lavoro lordo, pagato dalle imprese, e le buste paga nette incassate dai loro dipendenti, che sono divorate dalle tasse e dai contributi.
  • La cassa integrazione in deroga (CIGD) dove stanno, infatti, scarseggiando le risorse, cioè gli ammortizzatori sociali destinati a quelle imprese in stato di crisi, che non possono far ricorso alla cassa ordinaria e straordinaria.
  • Gli esodati. Il governo aveva promesso di risolvere il problema in maniera definitiva ma, per adesso, ha tutelato soltanto 6.500 lavoratori. Se non si agisce subito i lavoratori che rischiano di rimanere disoccupati e senza la pensione entro il 2018 sono almeno 200-250 mila.
  • Una controriforma della legge Fornero, specie riguardo alla flessibilità in uscita. Il governo ha mostrato più volte l’intenzione di attuare una sorta di “controriforma”, rendendo più flessibile l’età pensionabile, per spostarla in un intervallo compreso tra 62 e 66 anni.

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Tutti questi sono temi caldi dove molti attendono delle risposte ma se ci basiamo nel discorso programmatico dello stesso premier Letta, che mentre chiedeva la fiducia, non ha menzionato nemmeno uno di questi, dobbiamo rassegnarci che fino a quando mancheranno i soldi, probabilmente tutto resterà in sospeso.

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